21 May 2008

Gli amici brOTHERS decidono di farsi un giretto in Baviera, complice la visita obbligatoria ad incontrare coloro che diventeranno i suoceri di uno dell’allegra compagnia. Io la descriverei come l’ultimo viaggio da uomo libero, ma si sa, i consigli ed i suggerimenti degli amici, non vengono quasi mai ascoltati, quindi di seguito, un diario di viaggio della bella esperienza. Complimenti a Mr Wolf, che ringrazio del racconto….

Scorrazzando in Baviera

Giovedì

La prima trasferta estera di quest’anno ci ha portato, complice il compleanno di Enry e il ponte del primo maggio, sulla via di Monaco di Baviera. Tredici brOTHERS (compreso il mio lupacchiotto), 9 moto e pronti al via da Milano in direzione nord e Svizzera. A Como si aggregano anche 2 amici di Guido con una bella Softail presa appositamente a noleggio da un concessionario Harley-Davidson.

Il tempo non è proprio al suo meglio, per essere agli inizi di maggio, e quando cominciamo a salire verso il San Bernardino la temperatura scende. E continua a scendere al punto che un po’ prima della galleria troviamo neve fresca e un bel 4° che ci rinfrescano le idee non poco. La galleria è una specie di asciugacapelli in formato gigante e bisogna essere veloci ad alzare la visiera del casco prima che si appanni completamente.

Alla prima sosta benzina, ci troviamo in mezzo ad harleysti svizzeri che stanno andando a cercare il caldo in Italia, sembra di stare in un piccolo raduno… L’autostrada per fortuna scende e la temperatura sale, certo non abbastanza per scongelare Hannibal e convincerlo a rinunciare a qualcuno dei suoi strati termici, ma abbastanza da farci sperare per il meglio.

Le nuvole ci fanno compagnia ma a distanza e, lasciata Svizzera e Austria ci inoltriamo in Germania.

La destinazione della prima notte è Durach e il nostro Navigator imbocca l’Alpen Strasse portandoci tra prati e boschetti, circondati da uno spettacolo che solo le Alpi sanno offrire.

Appena posati i bagagli in albergo cominciamo i brindisi a base di birra che termineranno solo domenica. Comincia anche il tormentone verso il nostro organizzatore: “sei pronto ad incontrare i futuri suoceri?” E via di consigli, più e soprattutto meno seri, con l’Art Director che si fa sempre più nervoso nonostante le rassicurazioni di Martina.
La sera scende ai bordi della pista di atterraggio in erba del locale aeroporto, giusto in tempo per trasferirci al locale ristorante e gustarci una bella “suppe” ristoratrice.

Venerdì

Bottone presto perché vogliamo arrivare ai castelli di Ludwig prima di dirigerci verso Monaco. Abbondante colazione quindi e via il serpentone di moto si snoda verso Fussen.

Purtroppo la coda per i biglietti è troppo lunga, nonostante ci siamo mossi per tempo, e quindi dobbiamo accontentarci di vedere Neuschwanstein da fuori. Vista la salita, però, ci carichiamo tutti su due carretti trainati da 4 cavalli da tiro e ci facciamo condurre verso il regno delle favole, e della follia aggiungerei.

Da vicino sembra ancora più un parco divertimenti e si capisce come mai Walt Disney l’abbia scelto come rappresentazione del castello per eccellenza.
Pranzo al sacco con bretzel, l’immancabile birra e, si riparte per Monaco.
A questo punto però il tempo rompe la tregua e decide di inumidirci un po’. Niente di serio in ogni caso e possiamo tranquillamente arrivare a Monaco senza troppi problemi. In albergo incontriamo anche Angelo e signora che ci hanno raggiunto in macchina Per la serata ci aspetta la birreria del fratello di Martina che sorge proprio nel centro di Monaco.

Visto come spariscono i boccali del biondo nettare, preferiamo chiamare un paio di taxi pulmino e farci tranquillamente portare a destinazione.
Baci e abbracci, e prima presentazione ufficiale in famiglia di Enry, e una serata a base di risate a crepapelle, specie quando si scopre che la fanciulla oggetto dei commenti di Riki capisce perfettamente l’italiano. Grande l’ospitalità e bellissimo il locale. Non poteva mancare la cerimonia di gemellaggio con il nostro Braciola e scambio di grembiuli. Il prossimo mercoledì rifaremo la cerimonia in Bovisa.

Per chi non è stanco la serata prosegue in chiacchiere nel pub di fronte, sempre di famiglia, gli altri a nanna. Domani si cammina per fare i turisti.

Sabato

Il sole è lì che ci aspetta appena usciamo dall’albergo. Il programma di oggi prevede turismo per Monaco a piedi, visita al duomo, carillon della Neues Rathaus esattamente a mezzogiorno e pranzo nella famosa birreria Hofbrauhaus,

Paolone segna il suo nuovo record con ben 2 boccali 2, da un litro l’uno, ma deve arrendersi all’evidenza di essere solo un principiante davanti ad un locale, anche se un po’ orientale, che nello stesso tempo, accompagnato solo da uno stinco, ne fa sparire 5 ed è chiaramente pronto a ricominciare.

La città di Monaco è proprio bella, tranquilla e rilassata, complici anche le feste. C’è gente ma non si sente mai la ressa, le case sono basse, allargate. I monumenti, i palazzi e lo skyline rilassanti. Sarà che a me piace moltissimo l’aria che si respira nella Mitteleuropa, quest’anno andrò volentieri per il nono anno a Faaker, amo Vienna, non vedo l’ora di andare a Praga il mese prossimo…

Per la sera la nostra infaticabile madrina Martina ha prenotato in una locale caratteristico dove si suona musica tradizionale e cantano lo yodel.

Riprendiamo i nostri taxi, che qui costano una cifra ragionevole, e torniamo in centro.
Il locale è raccolto e veramente caratteristico, fanno qualche casino con le ordinazioni e io ho la fisarmonica del cantante che mi massaggia la schiena, ma riusciamo a trasformare tutto in divertimento.

Unico momento di suspence quando un indigeno locale sui 150 chili, completamente ubriaco, prima si siede al nostro tavolo, creando qualche preoccupazione in Luisa, e poi si alza e avvicinandosi a Paolone gli sussurra qualcosa di incomprensibile ma di molto dolce… Chi l’avrebbe mai detto che il nostro Paolo fosse così irresistibile! La serata finisce troppo presto così come questi giorni di spasso continuo…

Domenica

C’è la tentazione di fare una deviazione verso il Lago di Costanza prima di ripuntare verso casa ma, tra il traffico e il resto, decidiamo di dirigerci verso Milano direttamente. Francesco riparte via Brennero per Padova e Al ci precede in macchina.
La strada è comunque lunga ma i panorami che ci scorrono affianco ci fanno compagnia.

Al San Bernardino abbiamo la sorpresa di trovare 14° e la neve dell’andata completamente sciolta, come a dirci che ormai maggio è arrivato anche qui.

Passato Como, Milano è dietro l’angolo. I chilometri fatti sono 1.150, poco più poco meno, ma sicuramente meno delle risate e dei bei momenti passati insieme.

Stiamo già guardando il calendario per capire chi è il prossimo a festeggiare gli anni… in fondo almeno una scusa ci vuole, o forse no.

Grazie Enry per la scusa di questa volta, grazie Martina per l’organizzazione e la traduzione simultanea dei menu, grazie a tutti gli altri per i sorrisi.

Mr. Wolf

2 commenti for "brOTHERS on the road…"

  1. 21 May
    Mr. Wolf

    Grazie della pubblicazione Eugenio. Veramente una bella avventura, tra amici, in puro stile Harley. Poi per noi era una vacanza, era solo Enry a doversi preoccupare per la presentazione ai futuri suoceri…
    Comunque tutto bene, birra compresa… Alla prossima!
    A fine mese ce ne andiamo al Czech HOG National a Praga…

  2. 21 May
    Eugenio Coen

    Di nulla Federico….è un piacere leggere le vostre avventure on the road….Dopo la Repubblica Ceca, appena sarai in grado di riprenderti, scrivimi ancora e saremo felici di pubblicarti….


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