26 May 2008

Lavorando, a spot, di notte, e non essendoci avvezzi, si trova lo spazio per pensare, per iniziare ad ascoltarsi, si inizia a “sentire” quel che si è davvero, si ascoltano i sentimenti, le emozioni, si valutano alcuni errori e altre cose buone.
La notte ti avvolge, sei dentro questo manto di velluto pesante e nero e solamente se alzi gli occhi verso il cielo, ritrovi l’equilibrio vedendo il luccichio delle stelle o della luna.
Sensazioni contrastanti, rumori della natura, versi di volatili notturni che non conoscevi prima di quel momento, piccoli passettini veloci sull’erba che inizia a inumidirsi, il silenzio che ti avvolge, all’inizio di soffoca, ti entra dentro i polmoni e poco dopo inizi ad ansimare finchè ti rendi conto che, l’unica maniera per contrastarlo è assecondarlo…in quel momento, il respiro da affannoso torna sereno, più di quanto non hai mai provato..hai 12 ore consecutive di tempo, per star da solo, e poi la notte successiva e quella dopo ancora ne hai altre 24…….ti fai la tua passeggiatina lungo i viali, verifichi che non ci siano persone, che non accadano problemi….e intanto la natura te la fa sotto gli occhi, lei se ne frega, lei continua a muoversi, lei vive a prescindere da te, che sei incazzato con il mondo, che cerchi una spiegazione, che non riesci a capire perchè tutti si comportino così, a disprezzo della correttezza, dei buoni sentimenti, dei liceità del buon vivere……Paranoia? Forse. Stress? Sicuramente.Ansietà? Molta.
Piccoli pippistrelli svolazzano incerti, le talpe fanno il loro mestiere, gli alberi crescono, l’erba pure…e pensi che mentre tu sei li, il resto della gente è a letto, dorme, ignara di quanto accade fuori, continuando la propria merdosa vita giorno dopo giorno, senza emozioni degne di nota, se ne sta li, nel lettuccio caldo, dentro 4 mura, con la macchinina in garage, il latte in frigo, i cereali per colazione, una radio vicino al microonde, il tv al plasma in salotto pagato in 60 rate….
Loro non hanno le mie possibilità, pensi.
Loro non possono provare quel che ora provo io.
Loro non hanno due Harley-Davidson da tirar fuori dal garage e andare a farsi un giro, magari di notte, proprio nel momento che da più fastidoo a tutti, nel momento del riposo. Certo, mi incazzerei come una bestia se fossi in loro e sentissi uno che a mezzanotte se ne parte in Harley per un giretto e torna dopo 4 ore, ri svegliandomi ancora….ma io sono l’altro, quello in sella, quello che cerca l’aria in faccia, quello che se ti vede alla finestra, con la canotta, i capelli scompigliati, che mi impreca contro, passando alza il dito della vergogna, sorride e va avanti….
Lucida follia, è probabile.
Ansia da risultato, anche.
La vita. Questa meravigliosa definizione di qualcosa che non c’è, come l’aria, impalpabile…e se ne fotte di esserlo, in un mondo dove “se non hai, sei una merda”…
La vita. La vera vita la si conosce di notte, fouri, al buio, senza colori, senza rumori, senza riferimenti. La notte. Abbiamo passato nove mesi della nostra vita al buio. Forse è un ritorno al ventre materno, alle origini ancestrali, forse, forse…..

Beh…ogni tanto, statevene soli, di notte, al buio, lontano dalle strade, magari con la Vostra HD vicina che ticchetta di motore caldo. Aspettate che smetta e poi statevene li ancora qualche ora. Dopo, ripetetelo per qualche sera.


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